Come vivere?
...io considero che si dovrebbero fare le cose bene, perché non c'è maggior soddisfazione di
un lavoro ben fatto. Un lavoro ben fatto, qualsiasi lavoro, fatto dall'uomo che non si prefigge solo il guadagno, ma anche un arricchimento, un lavoro manuale, un lavoro intellettuale che sia, un lavoro ben fatto è quello che appaga l'uomo.
Io coltivo l'orto, e qualche volta, quando vedo le aiuole ben tirate con il letame ben sotto, con la terra ben spianata, provo soddisfazione uguale a quando ho finito un buon racconto. E allora dico anche questo: ...un lavoro manuale quando non è ripetitivo... è sempre un lavoro che va bene, perché è anche creativo. E' così anche per un bravo falegname, un bravo artigiano, un bravo scalpellino, un bravo contadino. E oggi dico sempre quando mi incontro con i ragazzi: "
Voi magari aspirate ad avere un impiego in banca, ma ricordatevi che fare il contadino per bene è più intellettuale che non fare il cassiere di banca, perché un contadino deve sapere di genetica, di meteorologia, di chimica, di astronomia persino". E allora tutti questi lavori che noi consideriamo magari con un certo disprezzo, sono lavori invece intellettuali.
Viceversa: le memorabili
esternazioni intellettuali di F.
Estratto dalle pagine di Mario Rigoni Stern.
Dialoghi, un'intervista con Marco Paolini, ed. Fandango Libri, 2006, pp. 48-49
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